Tecar-Terapia

E' una tecnica che stimola energia all'interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antinfiammatori; L’idea di trasferire energia ai tessuti infortunati è comune a molte terapie (radar e Marconiterapia usano l’effetto antenna, la magnetoterapia ecc.), ma tutte queste somministrano energia proveniente dall’esterno. La Tecarterapia, invece, agisce diversamente, essa infatti richiama le cariche elettriche da tutto il corpo, sfruttando il modello del condensatore, cioè due conduttori affacciati e separati da un isolante. Nella Tecarterapia un elettrodo è collegato a un generatore la cui frequenza è pari a 0,485 MHz, mentre il secondo conduttore è rappresentato dal tessuto biologico. La scelta di utilizzare la frequenza sopracitata deriva dal fatto che, in base ai numerosi studi eseguiti fino a questo momento, essa sembra essere quella più efficace a livello di risultati. Nella zona sotto terapia si avrà un flusso di cariche con attivazione metabolica e un effetto termico endogeno (cioè che nasce dall’interno). Se l’elettrodo mobile non è elettricamente isolato, la concentrazione di cariche avviene nei tessuti a più alta resistenza (osso e articolazioni) che fungono quindi da isolanti (contatti resistivi).

 

Sono tre le cosiddette azioni chiave del sistema Tecarterapia, azioni che vengono espletate secondo due modalità di funzionamento, ovvero quella capacitiva e quella resistiva; la modalità di funzionamento capacitiva ha il suo campo d’azione sui tessuti e sulle strutture maggiormente idratate come i muscoli, i vasi sanguigni e i vasi linfatici, mentre la modalità resistiva agisce su tessuti e strutture con alta densità connettivale (capsule articolari, cartilagini, cordoni fibrotici, legamenti, osso, tendini ecc.).

La prima azione chiave è quella relativa alla stimolazione della microcircolazione, la seconda consiste nell’aumento della vasodilatazione, mentre la terza è relativa all’aumento della temperatura endogena.

La prima azione avviene a un livello di potenza basso (dallo 0 al 30%); è un livello praticamente atermico; per la seconda azione si sceglie invece un livello di potenza media (dal 31 al 60%), mediamente termico. La terza azione avviene a un livello di potenza alto (dal 61 al 100%); trattasi di un livello francamente termico.

E' una tecnica semplice e non invasiva che sollecita fortemente i meccanismi cellulari ed incrementa l'attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati più profondi. Grazie ai due sistemi, capacitivo e resistivo, la sua azione si può indirizzare alle fasce muscolari e ai sistemi vascolare e linfatico, o più in profondità su tendini, articolazioni, legamenti, cartilagini e tessuto osseo.

Essa trova indicazione in diverse patologie come tendiniti, lesioni muscolari, sindrome della cuffia dei rotatori, epicondiliti, fascite plantare, cervicalgie e cervico-brachialgie, lombalgie e lombo-sciatalgie, sindrome del tunnel carpale, artropatie da patologie autoimmuni, ecc.

 

La Tecarterapia non ha particolari controindicazioni (fatte salve quelle relative a tutte le apparecchiature elettromedicali come per esempio la presenza di pacemaker o la condizione di gravidanza nonché le arteriopatie scompensate e parestesia nella zona da sottoporre a trattamento) né effetti collaterali e ciò consente di applicarla in tempi molto ravvicinati al trauma, ripetendola eventualmente più volte al giorno, inoltre può essere associata senza problemi ad altre terapie, come la terapia manuale. Sono necessarie alcune precauzioni nel caso che il soggetto che deve sottoporsi a Tecarterapia sia insensibile alla temperatura. Non costituisce invece impedimento all’esecuzione di sedute di Tecarterapia  la presenza di protesi metalliche all’anca, al ginocchio o alla spalla.

tecar somma vesuviana