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Cause di Dolore Spalla

L'artrosi della spalla, chiamata più precisamente artrosi scapolo-omerale, è una patologia degenerativa che ha una evoluzione lenta che consiste nel consumo della cartilagine della spalla e nel conseguente sfregamento delle ossa che compongono l'articolazione scapolo-omerale (scapola e omero).

 In una spalla sana, le superfici articolari della glena e della testa omerale sono rivestite di cartilagine: si tratta di un rivestimento liscio e morbido che consente ai capi articolari di muoversi fra di loro senza attrito. La sclerosi e l'osteofitosi marginale sono delle reazioni ossee che avvengono alla periferia della zona usurata.

 Il sintomo predominante è il dolore dell'articolazione o della muscolatura. Il dolore è intenso al mattino e dopo sforzi, mentre si attenua con il movimento e durante il riposo notturno.

 Il dolore causa anche la diminuzione della mobilità dell'articolazione e successivamente subentrano ostacoli meccanici che impediscono o comunque rendono difficoltose le abituali attività quotidiane e lavorative.

 

La periartrite (termine arcaico utilizzato dai vecchi medici) oggi è denominata sindrome da conflitto della cuffia dei rotatori e non è altro che una infiammazione di questi tendini (ma soprattutto del tendine del muscolo sovraspinato), dovuta principalmente a sollecitazioni croniche ripetute.

 La periartrite può colpire gli sportivi (soprattutto coloro che praticano sport come nuoto, pallanuoto,
baseball, pallavolo, tennis o sport di lancio come il peso e il giavellotto) ma anche persone che non praticano sport ma svolgono determinati lavori (imbianchini, muratori, carpentieri, ecc…).

 È una patologia evolutiva, perché inizia con la flogosi (infiammazione) reversibile del tendine del sovraspinato, con edema e infarcimento emorragico (tipico dei soggetti giovani con meno di 25 anni) ma può progredire dando fibrosi del tendine (verso i 40 anni) e infine formazione di calcificazioni e rottura del tendine coinvolto.

 

Sostanzialmente tutti i movimenti ripetuti di sollevamento delle braccia o il sollevamento di pesi eccessivi possono provocare infiammazione di questi tendini.

 

Bisogna anche considerare che quando si solleva ed estende il braccio lo spazio a disposizione della cuffia si riduce e di conseguenza i tendini possono venir ''pinzati'' fra le ossa della spalla.

 

In alcune persone c'è poi un ''difetto di costituzione'' della spalla per cui lo spazio in cui si trova la cuffia dei rotatori risulta più ristretto rispetto al normale con conseguente danno ai tendini.

 

A lungo andare la tendinite, se non curata, provoca un indebolimento del tendine che può arrivare anche a rompersi.

 

Un altro fattore da considerare è l'età: col passare del tempo si ha un certa usura dei tendini che possono subire minime lesioni; inoltre col passare del tempo nelle aree lesionate si può assistere alla deposizione di calcio, con il quadro della classica periartrite scapolo-omerale calcifica.

 

 

fratture

 

Colpiscono tutte l'età e tendenzialmente più i maschi, anche se l'essere donna in post-menopausa è un fattore di rischio a causa dell'osteoporosi.

 

Frattura di clavicola: il dolore è localizzato lungo l'osso medesimo, aumenterà in inspirazione, si potrà avere una bozza evidente all'ispezione.

 

Il trattamento si basa su un bendaggio a 8, viene riservata la chirurgia in caso di frattura con interposizione tra i monconi d'osso di muscoli o altri tessuti, di pluriframmentazione, o di esito estetico non tollerabile per il paziente.

 

Frattura di scapola: dovute a un trauma diretto, possono localizzarsi in diverse porzioni.

 

Le più gravi sono quelle che si localizzano a livello della superfice articolare con scomposizione (anche se ben trattate causeranno un precoce logoramento dell'articolazione causando artrosi precoce).

 

Deve essere applicato un bendaggio di tipo Desault, se la scomposizione è notevole e il paziente è giovan è indicato l'intervento, anche se ovviamente questo deve essere valutato caso per caso.

 

Fratture d’omero prossimali: le fratture dell'estremo prossimale dell'omero sono relativamente frequenti e rappresentano il 4-5% di tutte le fratture, nell’80% dei risultano essere composte, in quanto la cuffia dei rotatori, il periostio ed il capo lungo del bicipite brachiale si oppongono alla scomposizione. Nel restante 20% dei casi, invece, le fratture risultano essere più o meno scomposte. Importante è il trattamento specialistico il più precoce possibile per evitare eventuali danni vascolari e/o nervosi correlati.

 

Lussazione della spalla

 

Si definisce lussazione della spalla l'uscita della testa dell'omero dalla glena acetabolare, si verificano generalmente per traumi indiretti (ad esempio caduta sulla mano e sul gomito).
La comparsa di questa patologia è legata sia al tipo di trauma che a delle condizioni preesistenti, quali un acetabolo "piatto" o a un ipotrofismo muscolare o lesioni alla cuffia dei rotatori che riducono la stabilità
dell'articolazione. Si manifesta con incapacità funzionale dell'articolazione  dolore, che si attenua a seguito della riduzione, ristabilendo anche la motilità.La lussazione di spalla è la più frequente i assoluto, tra i vari tipi di lussazione.

Può essere di due tipi: la lussazione della scapolo-omerale e la lussazione acromion-claveare.

 

Lussazione scapolo-omerale

 

Rappresenta il 50% di tutte le lussazioni (non solo quella della spalla). La struttura anatomica dell'articolazione scapolo-omerale (il rapporto tra grandezza della superficie articolare della testa dell'omero e la cavità glenoidea è di 3:1) è responsabile dell'alta frequenza della lussazione traumatica di spalla. La mancanza di continenza ossea, sebbene consenta un ampia articolarità alla
spalla, ne riduce la stabilità, garantita solo dall'apparato capsulo-legamentoso e dalla muscolatura.

 

La lussazione di spalla si realizza per caduta sul braccio in estensione, sul gomito o direttamente sulla spalla.

 Quando la spalla si lussa, la testa dell'omero può portarsi davanti alla glenoide (lussazione anteriore), dietro la glenoide (lussazione posteriore) oppure sopra la glenoide (luxatio erecta).

 La lussazione anteriore (di gran lunga la più frequente) risulta da una caduta con braccio in abduzione e rotazione esterna.

 

Il quadro clinico è dominato da un dolore violento accompagnato da completa impotenza funzionale. L'atteggiamento tipico è di un braccio che pende lungo il tronco, addossato al torace, gomito flesso a 90° e sostenuto dall'arto opposto sano.

 

 

Dolore acuto o cronico a seguito di sforzi

 

Questo tipo di dolore può a sua volta essere diversificato in dolore
acuto legato a uno sforzo
oppure in cronico legato a sforzi
ripetuti
oppure a tendiniti.

 

Dolore acuto legato a uno sforzo o trauma: tipica in caso di
sforzi elevati o iperestensioni muscolari per traumi, soprattutto, sportivi,
aggravato, a volte, dal poco allenamento del muscolo. Può essere legato a una
patologia a livello muscolare o tendineo. Richiede solitamente l'uso del
ghiaccio, il prima possibile, per ridurre il
gonfiore (il ghiaccio posizionato dopo qualche ora serve a poco
o nulla), riposo funzionale ed eventuali antinfiammatori. Si deve ricorrere a una
visita specialistica se il dolore o l'incapacità funzionale
persistono. Importante è sospettare l'eventuale rottura tendinea o un infortunio di tipo muscolare (si ha un forte
dolore e un'incapacità di mobilizzazione del braccio attiva, mentre la
mobilizzazione passiva è mantenuta) che deve essere indirizzata al pronto
soccorso.

 

Dolore cronico da infiammazione tendinea: infiammazione di
uno o più tendini della spalla con tipico dolore continuo con
esacerbazioni legate a particolari movimenti a seconda del
tendine interessato. Può seguire una patologia acuta come le precedenti
descritte oppure uno sforzo ripetuto e continuo. Necessita di
riposo e terapia antinfiammatoria.



 

Dolore da sforzi ripetuti e microtraumatismi: dovute a
sollecitazioni delle strutture anatomiche continue ripetute per un notevole
numero di volte in posizioni spesso non ergonomiche che ne causa
infiammazione e microtraumatismi. Si parla
soprattutto di patologie lavorative e richiederebbe un
trattamento preventivo e di correzione della modalità di svolgimento del lavoro.
I lavori a rischio sono quelli che richiedono movimenti ripetuti, soprattutto se
con forza, mantenimento di posizioni per lunghi tempi, utilizzo di piani di
lavoro ad altezze non indicate o di strumenti non ergonomici o con vibrazioni
(tipico esempio è il martello pneumatico). Nella spalla può causare soprattutto
una sindrome da conflitto della cuffia dei rotatori (conosciuta una volta come
periartrite)

 

Si deve trattare la patologia (che sarà principalmente un'infiammazione del
tendine o nella membrana sinoviale che contiene alcuni tendini) con
riposo, ghiaccio per ridurre l'edema, una
terapia antinfiammatoria sotto consiglio medico.

 

Più che la terapia precedente è necessaria comunque una modificazione
dell'attività che ha causato questo problema
. È inutile curare il
problema al tendine se la causa del problema persiste.

 

Lesioni alla cuffia dei rotatori

 

La cuffia dei rotatori è una struttura della spalla composta da alcune strutture legamentose che si fondono con la capsula articolare garantendo, insieme ai muscoli della spalla, la stabilità dell'articolazione.

 

L'articolazione della spalla è molto complicata ed è la più mobile di tutto il corpo umano. Questa sua elevata particolarità è dovuta principalmente alla sua anatomia e un ruolo fondamentale è svolto dalla cuffia dei rotatori.

Essa è composta da 4 muscoli e dai loro relativi tendini che avvolgono la testa dell'omero.

Questa è mantenuta in sede all'interno dell'articolazione grazie ai muscoli della cuffia dei rotatori.

 I muscoli in questione sono: sovraspinato,sottospinato, piccolo rotondo,sottoscapolare

I primi tre sono extrarotatori e si inseriscono sulla grande tuberosità dell'omero, mentre il muscol sottoscapolare si inserisce sulla piccola tuberosità.

 I tendini relativi a questi muscoli (ricordiamo che i tendini sono le strutture legamentose che uniscono il muscolo alle ossa) si uniscono fondendosi con la capsula articolare a formare questa famigerata cuffia.

 

I tendini della cuffia dei rotatori possono andare incontro a rottura e tale fenomeno può essere visto come esito finale della sindrome da conflitto (periartrite).

I tendini della cuffia, sottoposti a sovraccarico funzionale, nel tempo vanno incontro ad una fisiologica usura, con conseguente rottura superficiale e quindi parziale o completa (a tutto spessore).

 

Questo sembra essere dovuto a una più scarsa
vascolarizzazione
di questo tendine (che quindi è maggiormente
sensibile ai traumi e alla degenerazione) e inoltre il braccio muovendosi in
abduzione fa aumentare la pressione subacromiale riducendo ulteriormente la
microcircolazione.

 

Rottura dei tendini della cuffia dei rotatori

 

I tendini della cuffia dei rotatori si possono rompere per diversi motivi, spesso è una patologia multifattoriale. Esistono sia fattori intrinseci, come una vascolarizzazione non adeguata, un’alterazione dell’elasticità del tessuto dovuta all'età, che fattori estrinseci, come l'utilizzo della spalla per movimenti stressanti e ripetitivi o un sovraccarico meccanico (sollevamento di gravosi pesi).

 

Non solo nell'anziano avvengono queste lesioni, ma anche nei soggetti giovani (soprattutto sportivi) possono incorrervi.

 

La lesione della cuffia si manifesta ovviamente con dolore importante che impedisce i movimenti del braccio e addirittura può dar problemi a dormire in quanto spesso è impossibile appoggiarsi sulla spalla dolorante.

Un dolore nella parte anteriore può indicare una sofferenza del capo lungo del bicipite o del sottoscapolare, mentre un dolore per lo più posteriore lungo il braccio può essere il sintomo di una rotture del sovraspinato.

 

 

 

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